Quando parliamo di prevenzione cardiovascolare, il colesterolo LDL (spesso chiamato “colesterolo cattivo”) è uno dei protagonisti principali. Le più recenti linee guida dell’American Heart Association e dell’American College of Cardiology ricordano un dato importante: una quota molto ampia delle malattie cardiovascolari, stimata attorno all’80%, sarebbe prevenibile agendo sui fattori di rischio modificabili, e il colesterolo LDL è uno dei più importanti tra questi.
Cos’è il colesterolo LDL e perché si chiama “cattivo”
Il colesterolo è una sostanza necessaria al nostro organismo, ma quando la sua frazione LDL è presente in eccesso nel sangue tende a depositarsi sulle pareti delle arterie, formando placche che nel tempo possono restringere i vasi sanguigni. Questo processo, chiamato aterosclerosi, è alla base di gran parte degli infarti e degli ictus. Ridurre l’LDL nel sangue significa quindi ridurre il rischio di questi eventi, spesso gravi e improvvisi.
Quali sono i valori da tenere sotto controllo
I livelli di riferimento del colesterolo LDL non sono uguali per tutti: dipendono dal rischio cardiovascolare complessivo di ogni persona, che il medico valuta considerando età, pressione arteriosa, abitudine al fumo, familiarità e altre condizioni come il diabete. Le linee guida americane più recenti hanno reintrodotto obiettivi di LDL più precisi, con target più bassi per le persone a rischio più elevato, proprio per ridurre l’esposizione nel tempo a livelli di colesterolo dannosi per le arterie.


Cosa si può fare per ridurlo
La buona notizia è che il colesterolo LDL è tra i fattori di rischio più modificabili con abitudini quotidiane semplici. Le linee guida indicano come primo intervento le modifiche allo stile di vita: un’alimentazione povera di grassi saturi, il mantenimento di un peso corporeo sano, un’attività fisica regolare, l’astensione dal fumo e un buon riposo notturno. Quando questi interventi non sono sufficienti, il medico può valutare una terapia farmacologica mirata, da personalizzare in base al livello di rischio individuale.
Perché non aspettare i primi sintomi
Il colesterolo alto, come la glicemia elevata, tipicamente non dà alcun sintomo. Ci si accorge del problema spesso solo quando si presenta un evento cardiovascolare acuto, come un infarto. Per questo un controllo periodico del profilo lipidico, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di fattori di rischio, è un gesto di prevenzione semplice ma prezioso.
Il Centro DEA offre visite cardiologiche e la possibilità di un percorso di prevenzione cardiovascolare personalizzato, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, con particolare attenzione ai pazienti che presentano anche un quadro diabetologico.
Prenota una visita cardiologica presso il Centro DEA per valutare il tuo profilo di rischio cardiovascolare.
Come prenotareFonti: American Heart Association (AHA) / American College of Cardiology (ACC) – Guideline on the Management of Dyslipidemia.
Nota: questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere di un medico. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti a uno specialista.