Quando si parla di prevenzione del diabete, c’è un esame che i medici diabetologi considerano tra i più affidabili: l’emoglobina glicata, conosciuta anche con la sigla HbA1c. Si tratta di un semplice prelievo di sangue, che non richiede il digiuno, ma che è in grado di fornire un’informazione preziosa: come si sono comportati i livelli di zucchero nel sangue nelle ultime 8-12 settimane.
Perché l’HbA1c è diversa dalla glicemia “del momento”
La glicemia misurata al mattino a digiuno racconta solo il valore di quell’istante, e può variare molto in base a cosa si è mangiato il giorno prima, allo stress o al riposo notturno. L’emoglobina glicata, invece, riflette una media più stabile nel tempo, perché lo zucchero si lega ai globuli rossi e vi resta per tutta la loro durata di vita. Ecco perché rappresenta un indicatore più affidabile per capire se la glicemia è davvero sotto controllo o se serve intervenire.
Quali sono i valori di riferimento
Le linee guida internazionali dell’American Diabetes Association (ADA) indicano che per la maggior parte degli adulti con diabete un obiettivo ragionevole di HbA1c è generalmente inferiore al 7%, mentre per le persone più giovani e in buona salute generale si può puntare a valori ancora più stringenti, per ridurre il rischio di complicanze nel lungo periodo. Per le persone anziane o con altre patologie, l’obiettivo viene invece personalizzato dal medico, bilanciando i benefici del controllo glicemico con il rischio di ipoglicemia. Anche l’Associazione Medici Diabetologici (AMD) sottolinea l’importanza di un target individualizzato, costruito insieme al proprio diabetologo.


Perché conviene non aspettare i sintomi
Il diabete di tipo 2, nelle sue fasi iniziali, spesso non dà sintomi evidenti. Sete eccessiva, stanchezza o necessità di urinare più spesso compaiono solitamente quando i valori di zucchero sono già elevati da tempo. Per questo il controllo periodico dell’HbA1c è utile anche in assenza di disturbi, soprattutto per chi ha familiarità con il diabete, è in sovrappeso, ha una vita sedentaria o ha già valori di glicemia borderline.
Cosa fare in pratica
Se hai più di 45 anni, oppure hai fattori di rischio come sovrappeso, familiarità per diabete, pressione alta o colesterolo elevato, parlarne con il tuo medico curante o con uno specialista diabetologo è il primo passo. Un controllo regolare dell’HbA1c, insieme a uno stile di vita attivo e a un’alimentazione equilibrata, resta oggi uno degli strumenti più efficaci per prevenire le complicanze del diabete su cuore, reni, occhi e sistema nervoso.
Il Centro DEA offre visite diabetologiche e monitoraggio dei parametri glicemici in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, con un’équipe dedicata al follow-up nel tempo dei pazienti diabetici.
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Come prenotareFonti: American Diabetes Association (ADA) – Standards of Care in Diabetes; Associazione Medici Diabetologici (AMD) – Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito.
Nota: questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere di un medico. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti a uno specialista.